Fotoringiovanimento

Irene Rajmondi - MioDottore.it

FILLER


Col termine di filler si intende infiltrazione di acido ialuronico direttamente nel derma. L’acido ialuronico è chimicamente una proteina ed è un componente del tessuto connettivo; conferisce resistenza, idratazione e plasticità alla cute; con l’età il contenuto in acido ialuronico della cute diminuisce, e altri fattori ne favoriscono la distruzione, in particolare l’esposizione al sole, lo smog e il fumo di sigaretta. L’acido ialuronico reticolato, quello in cui le molecole di acido ialuronico sono legate da forti legami che ne riducono la distruzione, è il più adatto riempire solchi e rughe, oltre che a ripristinare i volumi persi per l’invecchiamento cutaneo (gli zigomi per es.) o a rimpolpare le labbra. Un nuovo utilizzo dell’acido ialuronico è il rinofiller, trattamento grazie al quale si può ottenere un miglioramento del profilo del naso senza interventi chirurgici. Gli effetti dei filler durano circa 8-12 mesi e, se si utilizza un prodotto a completo riassorbimento, come è auspicabile, gli effetti sono molto naturali. L’acido ialuronico può anche essere utilizzato senza reticolazione ed essere infiltrato da solo o associato a vitamine e/o antiossidanti, ma in questo caso non si parla di filler ma di biostimolazione, che sicuramente migliora il derma, ma non colma le rughe. Generalmente le due tecniche vengono associate in quanto complementari: il filler riempie e attenua le rughe, la biostimolazione migliora l’aspetto della cute e induce i fibroblasti a produrre acido ialuronico endogeno.

 

 

BIOSTIMOLAZIONE


La biostimolazione è una procedura mini-invasiva con l’effetto di migliorare la funzione della pelle. Consiste nella infiltrazione nella cute, con aghi sottilissimi, di sostanze di vario tipo che agiscono sulla cute nel suo complesso; l’obiettivo di questa tecnica è molteplice, ma il principale è lo stimolo dell’attività dei fibroblasti, con l’obiettivo di aumentare la produzione di COLLAGENE RETICOLARE DI TIPO III, cioè giovane; diverse sostanze vengono utilizzate come biostimolanti, ma solo alcune realizzano questo effetto; tra queste le più importanti sono i frammenti di acido ialuronico ed il PRP, biostimolante è anche la CO2 che viene infiltrata con la carbossiterapia. I prodotti che si utilizzano per una BUONA biostimolazione, insieme ai frammenti di acido ialuronico o al PRP, sono vitamine, aminoacidi, enzimi, sali minerali, che agiscono su altri aspetti della cute, e che verranno utilizzati in associazione ai frammenti, a seconda del tipo di pelle da trattare. Diverse sostante e tecniche vengono proposte come biostimolanti, ma SOLO I FRAMMENTI DI AC. IALURONICO E IL PRP stimolano la produzione collagene giovane, a differenza di metodiche come il laser o la radiofrequenza che stimolano anch’essi i fibroblasti, ma inducendo la produzione di COLLAGENE FIBROSO DI TIPO I; quindi esteriormente si vedrà un apparente miglioramento della cute, che però sarà associato ad una fibrosi e, in definitiva, ad un’accelerazione dell’invecchiamento cutaneo.
Gli effetti più importanti sono la riduzione delle rughe sottili, miglioramento della trama cutanea, riduzione del diametro dei pori, riduzione delle pigmentazioni.
Lo studio della dr.ssa Rajmondi utilizza sia il PRP (vedi pagina dedicata), che i frammenti di acido ialuronico (sia soli che in associazione con molteplici principi attivi), che la carbossiterapia.

 

 

BOTULINO


Consiste nell’infiltrazione, con un ago sottile, di tossina botulinica direttamente nel muscolo; questo comporterà il blocco transitorio dei muscoli infiltrati e di conseguenza la riduzione della contrazione dei muscoli mimici interessati. I muscoli su cui si agisce più frequentemente sono i muscoli frontali, per ridurre le rughe della fronte, il muscolo procero, per ridurre la grossa e profonda piega alla radice del naso e il muscolo orbicolare delle palpebre, per ridurre le zampe di gallina; queste sono le sedi legalmente autorizzate, con un effetto che compare dopo 10-15 giorni dall’infiltrazione e persiste per 6-8 mesi; successivamente si ritorna alla situazione precedente, senza possibilità di effetti collaterali. In effetti l’infiltrazione di botulino ha un effetto preventivo sulle rughe in quanto mettendo a riposo i muscoli ne riduce l’effetto “raggrizzante” sulle pieghe (dette rughe). Recentemente è stata messa a punto una nuova tecnica definita “microbotox” che consiste nell’infiltrazione più superficiale di tossina botulinica più diluita, eventualmente con soluzioni biostimolanti, con un aumento dell’estensione dell’area da trattare ed un effetto più naturale.

 

 

VEICOLAZIONE TRANSDERMICA


La veicolazione è una particolare tecnica che permette il passaggio di molecole , anche di grossa dimensione, purchè idrofile (come l’acido ialuronico) attraverso la cute. La cute svolge diverse funzioni, una di queste è la funzione di barriera, importantissima, senza la quale tutto ciò con cui essa viene a contatto verrebbe assorbito, con grave pericolo per la nostra salute. Il rovescio della medaglia è l’impossibilità a far passare tutto ciò che invece vorremmo passasse: l’acido ialuronico, per esempio, nonostante sia contenuto nella quasi totalità delle creme antirughe, in effetti non viene assorbito ma rimane in superficie; tante altre sostanze, di piccolo peso molecolare, passano, ma in minima quantità. La veicolazione transdermica permette l’apertura temporanea di particolari canali, detti pori (da cui elettroporazione), attraverso i quali le sostanze vengono veicolate all’interno delle cellule; si effettua con un’apparecchiatura fornita di un manipolo che trasmette alla cute una particolare, leggerissima, corrente apre appunto questi canali, per pochi minuti, con successiva richiusura degli stessi e ripristino dell’importantissima barriera. Le sostanze che possono essere veicolate sono infinite, con composizioni personalizzate, a seconda del problema (medico o estetico) da trattare, senza l’uso di aghi. L’apparecchiatura utilizzata in questo studio è l’Ultrapeel Transderm Meso System, l’unico dispositivo che ha avuto dalla FDA Americana l’approvazione per la “somministrazione locale di farmaci nel corpo umano per scopi medici e che può essere usato come alternativa alle iniezioni” (testualmente).
La veicolazione transdermica può essere preceduta da una microdermoabrasione con cristalli di corindone che ha la funzione di pulire e levigare la parte più superficiale della pelle, eliminando le piccole imperfezioni, rendendola più luminosa e più compatta; già da sola la microdermoabrasione migliora l’aspetto della cute e la predispone all’assorbimento delle sostanze attive. Queste vengono veicolate mediante un puntale, di dimensioni variabili, a seconda che si agisca su viso o su altre parti del corpo, che emette particolari impulsi uniti ad un massaggio vibratorio.
La seduta dura circa mezz’ora, non è dolorosa, non compaiono ematomi ed è possibile tornare subito alle proprie attività senza problemi.
Il numero di sedute necessarie dipende da paziente a paziente, anche in base al problema estetico/medico da trattare.
Le indicazioni sono molteplici:

 

  • ACNE
  • INVECCHIAMENTO CUTANEO
  • PORI DILATATI
  • MACCHIE DEL VOLTO
  • LASSITA’ CUTANEA
  • CELLULITE
  • SMAGLIATURE
  • IPERIDROSI (sudorazione) di ascelle, mani, piedi, mediante veicolazione di tossina botulinica.

 

A seconda dei principi attivi veicolati l’utilizzo si può estendere ad ogni problema cutaneo.

 

 

CARBOSSITERAPIA


Per Carbossiterapia si intende l’uso di anidride carbonica medicale (CO2) a scopi curativi, somministrata, a mezzo di appositi aghi indolori, per via sottocutanea e intradermica.
Il trattamento è sicuro per il paziente, poiché l’anidride carbonica è atossica e non provoca embolia. La CO2 è un normale metabolita cellulare e possiamo, a ragione, definirla un “farmaco naturale”: è infatti prodotta costantemente dall’organismo umano che la elimina per via polmonare. Non può esistere quindi alcuna tossicità. Gli usi di questo gas in chirurgia (interventi in laparoscopia) ed in diagnostica (laparoscopia) di indubbia sicurezza e validità.

Effetti della carbossiterapia:

 

  • Sul microcircolo: riapre i capillari chiusi e riattiva quelli mal funzionanti, con benefici effetti sullo stato di patologie ed inestetismi che vanno dalla cellulite alla stasi degli arti inferiori (da stasi venosa o infatica), sino alle ulcere di varia natura.
  • Sul tessuto adiposo: dissolve le membrane delle cellule grasse riducendo i cuscinetti adiposi (effetto lipolitico) e limita l’antiestetico aspetto “a buccia d’arancia”.
  • Sulla cute del volto: aumenta la percentuale di ossigeno nei tessuti favorendo l’elasticità cutanea, stimola i fibroblasti a produrre collagene reticolare di tipo III ed induce un visibile e REALE RINGIOVANIMENTO (vedi biostimolazione).
  • Sulla cute del corpo: aumenta la percentuale di ossigeno nei tessuti favorendo l’elasticità cutanea, riducendo le lassità cutanee associate al dimagrimento e le smagliature.

 

Ottimi effetti si ottengono nella cura della cellulite, espressione della stasi venosa dovuta ad alterazioni del microcircolo; il miglioramento del flusso sanguigno, insieme alla migliore ossigenazione e al miglioramento della matrice intercellulare indotto dalla carbossiterapia, ne giustifica l’utilizzo in tale patologia.

La carbossiterapia dà ottimi risultati anche in associazione con altri trattamenti, di cui migliora gli effetti, come l’intralipoterapia (per le adiposità localizzate), il celluerase (per eliminare le cicatrici e le fossette della c.d. buccia di arancia), durante le diete (per mantenere il tono cutaneo), prima e dopo interventi di liposuzione.

La terapia consiste in microiniezioni di anidride carbonica medicale, somministrata tramite un minuscolo ago. I protocolli dipendono dal problema da trattare, da 1 a 2 sedute alla settimana, e anche il numero delle sedute è variabile, da poche sedute per lievi problemi estetici del viso a pacchetti di almeno 10 sedute nei problemi legati alle adiposità o alla stati veno-linfatica. I migliori risultati, come in tutte le cose, sono legati all’abbinamento di più tecniche, per agire sulle varie cause del problema.