Trattamento dell’acne e degli esiti cicatrizali

Irene Rajmondi - MioDottore.it

TERAPIA SPECIFICA E CAUSALE DELL’ACNE


L’acne è una patologia infiammatoria che colpisce la ghiandola sebacea con formazione di manifestazioni che vanno dai semplici punti neri, ai pori dilatati con cute untuosa, alla comparsa di papule, pustole (quando compare il pus), fino ai noduli e alle cisti. La patologia insorge in soggetti di entrambi i sessi prevalentemente in età prepuberale-puberale, persistendo per un periodo variabile e con gravità variabile; nei casi più gravi lascia esiti cicatriziali consistenti in depressioni simili alla varicella o noduli spessi e duri. Le cause dell’acne sono molteplici; ad una predisposizione genetica si aggiungono fattori molteplici, in parte ambientali (smog, fumo di sigaretta, alimentazione,ecc), in parte costituzionali (stress, alterazioni della funzionalità ovarica).

La terapia dell’acne è molto varia, come varie sono le sue cause e le sue manifestazioni.
Fondamentale è la terapia di eventuali problemi di fondo; nelle donne a seconda dell’aspetto clinico, che spesso è indicativo, va ricercata la problematica ovarica, che va diagnosticata, con esami di laboratorio ed ecografia pelvica, ed adeguatamente curata con la terapia ormonale se necessaria o con integratori (per es. inositolo).

Importantissimo lo stile di vita, per cui potrebbe essere necessario seguire modificare le abitudini alimentari: importanti l’attività fisica e uno stile di vita sano. Cosa c’entra questo con l’acne? Basta pensare che le ghiandole sebacee producono il sebo e che questo viene prodotto a partire dal grasso circolante. Uno stile di vita sbagliato, con sedentarietà ed eccesso di assunzione di cibi grassi e di zuccheri, non creerà accumulo di grasso solo nel fegato…E’ chiaro che chi non ha l’acne non la svilupperà solo per lo stile di vita, ma questo altrettanto chiaramente condizionerà l’evoluzione e la risposta alla terapia di chi invece ne è affetto.

Per quanto riguarda la terapia, indispensabile è la pulizia con prodotti specifici, l’applicazione di trattamenti topici a varia composizione, a base di retinoidi, antisettici, antibiotici, intervallati al bisogno anche da peeling, microdermoabrasione e/o da veicolazione di prodotti specifici. La terapia è assolutamente individuale.
L’obiettivo è portare a guarigione nel più breve tempo possibile e/o gestire l’acne in maniera da limitarne la visibilità ed evitare gli esiti cicatriziali.

 

 

ISOTRETINOINA


E’ un retinoide, derivato dalla tretinoina, per uso esclusivamente orale. E’ un farmaco importante, che nasce per l’acne cistica e conglobata. E’ destinato alle forme di acne resistenti ai trattamenti convenzionali, in particolare agli antibiotici orali, alle forme in cui la resistenza alle terapia lascia presagire la comparsa di esiti cicatriziali permanenti, forme che creano grossi problemi psicologici nei pazienti che ne sono affetti, soprattutto se di sesso femminile. 
L’isotretinoina è l’unico farmaco che agisce sulla ghiandola sebacea in maniera definitiva, rendendola per sempre meno sensibile ai vari fattori responsabili dell’acne, ma al contempo è molto discusso, per i suoi effetti collaterali. Primo fra tutti l’effetto teratogeno sulle pazienti di sesso femminile: il farmaco va preso solo insieme alla pillola anticoncezionale, che va iniziata 1 mese prima dell’inizio della terapia e continuata per 2 mesi dopo la sospensione della terapia; la gravidanza in corso di terapia con isotretinoina va assolutamente evitata per la possibilità di gravi malformazioni nel nascituro; per questo motivo è assolutamente obbligatorio fare eseguire il test di gravidanza prima di prescrivere o di erogare il farmaco, e il test va ripetuto ogni mese fino a completamento della terapia. Il farmaco non ha alcun effetto sulla fertilità maschile. Sono discussi anche gli effetti sull’equilibrio psichico dei pazienti sottoposti alla terapia; non c’è nessuna conferma di depressione o di aumento dei suicidi sotto terapia, mentre è assodato che l’acne e i suoi esiti cicatriziali sono causa di depressione, soprattutto considerata l’età dei pazienti (in piena crisi adolescenziale). 
Prima di iniziare la terapia bisogna eseguire gli esami ematochimici necessari per valutare la funzionalità epatica, renale, l’assetto lipidico, oltre a emocromo, glicemia ed esame delle urine. Funzionalità epatica, emocromo ed esame urine vanno ripetuti ogni mese: talora possono comparire alterazioni delle transaminasi, della fosfatasi alcalina, dell’assetto lipidico o dell’emocromo, reversibili con una pronta riduzione o sospensione della terapia.
Altri effetti collaterali meno importatnti del farmaco, facilmente controllabili, sono legati alla ridotta attività di tutte le ghiandole, in particolare sebacee, con secchezza cutanea diffusa, ma si ha anche secchezza delle mucose, della mucosa nasale (fino all’epistassi), delle labbra, delle congiuntive (con difficoltà a tollerare le lenti a contatto), delle mucose genitali. 
La terapia va proseguita per almeno 2 mesi dopo la completa scomparsa delle lesioni attive. Il dosaggio dipende dal peso corporeo e anche dagli effetti collaterali. Per questo è importante che i pazienti si sottopongano ad esami e visite dermatologica mensile, per una corretta esecuzione della terapia.

 

 

PEELING


Il peeling è una tecnica che viene effettuata da diversi decenni, con ottimi risultati. Il termine peeling viene dalla parola “PEEL” cioè letteralmente “SBUCCIARE”; infatti col peeling si crea un danno controllato sulla cute che può arrivare ad uno strato più o meno profondo, che si manifesterà con un’esfoliazione anch’essa più o meno visibile. I peeling vengono differenziati in superficiali, medi e profondi. Superficiali quando interessano solo l’epidermide, medi quando giungono al derma superficiale, profondi quando giungono al derma profondo. Più il peeling è profondo maggiore è il livello di rinnovamento dell’epidermide, e allo stesso tempo maggiore sarà il tempo necessario ad avere una completa rigenerazione della pelle. I peeling utilizzano vari tipi di sostanze, e possono essere singoli, a base cioè di una sola sostanza chimica (come il peeling all’acido salicilico, il glicolico, il piruvico, ecc) oppure combinati, cioè composti da una combinazione di varie sostanze. Questo studio al momento preferisce utilizzare peeling combinati, che sfruttano l’azione combinata e modulabile di diverse sostanze, con azione biostimolante, antiossidante, illuminante, liftante, rigenerante, schiarente, idratante e anti-aging; la presenza di diverse sostanze a diversa azione e la sua modulabilità, attraverso l’utilizzo di diversi protocolli, rende il peeling attualmente utilizzato molto versatile e adatto a diverse problematiche, dall’acne alle macchie al foto-cronoaging. L’aggiornamento continuo permette di ricercare ed utilizzare nello studio i prodotti migliori presenti sul mercato medico-estetico, motivo per cui lo studio non è legato all’utilizzo di un unico prodotto o di un’unica azienda, ma di ciò che al momento dà i migliori risultati.

 

 

VEICOLAZIONE TRANSDERMICA


La veicolazione è una particolare tecnica che permette il passaggio di molecole , anche di grossa dimensione, purchè idrofile (come l’acido ialuronico) attraverso la cute. La cute svolge diverse funzioni, una di queste è la funzione di barriera, importantissima, senza la quale tutto ciò con cui essa viene a contatto verrebbe assorbito, con grave pericolo per la nostra salute. Il rovescio della medaglia è l’impossibilità a far passare tutto ciò che invece vorremmo passasse: l’acido ialuronico, per esempio, nonostante sia contenuto nella quasi totalità delle creme antirughe, in effetti non viene assorbito ma rimane in superficie; tante altre sostanze, di piccolo peso molecolare, passano, ma in minima quantità. La veicolazione transdermica permette l’apertura temporanea di particolari canali, detti pori (da cui elettroporazione), attraverso i quali le sostanze vengono veicolate all’interno delle cellule; si effettua con un’apparecchiatura fornita di un manipolo che trasmette alla cute una particolare, leggerissima, corrente apre appunto questi canali, per pochi minuti, con successiva richiusura degli stessi e ripristino dell’importantissima barriera. Le sostanze che possono essere veicolate sono infinite, con composizioni personalizzate, a seconda del problema (medico o estetico) da trattare, senza l’uso di aghi. L’apparecchiatura utilizzata in questo studio è l’Ultrapeel Transderm Meso System, l’unico dispositivo che ha avuto dalla FDA Americana l’approvazione per la “somministrazione locale di farmaci nel corpo umano per scopi medici e che può essere usato come alternativa alle iniezioni” (testualmente).
La veicolazione transdermica può essere preceduta da una microdermoabrasione con cristalli di corindone che ha la funzione di pulire e levigare la parte più superficiale della pelle, eliminando le piccole imperfezioni, rendendola più luminosa e più compatta; già da sola la microdermoabrasione migliora l’aspetto della cute e la predispone all’assorbimento delle sostanze attive. Queste vengono veicolate mediante un puntale, di dimensioni variabili, a seconda che si agisca su viso o su altre parti del corpo, che emette particolari impulsi uniti ad un massaggio vibratorio.
La seduta dura circa mezz’ora, non è dolorosa, non compaiono ematomi ed è possibile tornare subito alle proprie attività senza problemi.
Il numero di sedute necessarie dipende da paziente a paziente, anche in base al problema estetico/medico da trattare.
Le indicazioni sono molteplici:

 

  • ACNE
  • INVECCHIAMENTO CUTANEO
  • PORI DILATATI
  • MACCHIE DEL VOLTO
  • LASSITA’ CUTANEA
  • CELLULITE
  • SMAGLIATURE
  • IPERIDROSI (sudorazione) di ascelle, mani, piedi, mediante veicolazione di tossina botulinica.

 

A seconda dei principi attivi veicolati l’utilizzo si può estendere ad ogni problema cutaneo.

 

 

FELC+


Evoluzione del più noto Plexer, apparecchiatura ideata dal Prof. Giorgio Fippi, geniale medico e inventore di diverse tecniche, da lui messe a punto e da molti scopiazzate; questa apparecchiature, FELC+, che sta per generatore di Flusso di ELettroni Convogliati, determina una NANOCOMBUSTIONE della cute su cui viene applicata, senza causare danni a livello dermico, quindi senza esiti cicatriziali. Con questa tecnica si possono trattare con ottimi risultati macchie, cheratosi, verruche, fibromi cutanei, il tutto in anestesia locale (con crema anestetica) e senza controindicazioni, in quanto l’assenza di correnti elettriche e di sanguinamento permette il trattamento anche di pazienti cardiopatici e anziani. Il risultato estetico, sempre molto buono, è chiaramente legato anche alla stretta osservanza da parte del paziente del comportamento e delle terapie da seguire dopo la seduta.